L’11 febbraio è la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza; l’8 marzo è
la giornata internazionale dei diritti della donna, quale momento migliore, dunque, per fare il
punto su un tema che ci sta particolarmente a cuore: le
opportunità per le donne STEM oggi in Italia.
Per donne STEM intendiamo studentesse e lavoratrici in ambito scientifico: Science, Technology,
Engineering, Math. STEM appunto. Una categoria che, sebbene in crescita, è ancora minoritaria,
soprattutto nelle posizioni di leadership e nei profili con maggiore specializzazione, tanto da
richiedere investimenti da parte della comunità internazionale in progetti volti a colmare il gap
fra i generi.
Donne STEM: il contesto
Nel nostro paese la differenza nella scelta degli studi tra generi è importante. Nel 2021, il
59,4% di persone laureate è donna. Tuttavia
solo il 22% delle immatricolate ha scelto materie STEM. E solo una ragazza su 5
ha completato un percorso accademico in materie scientifiche. Questo nonostante una
recente indagine, svolta da Ipsos per Save the Children, abbia rilevato che più della metà del campione dichiari
di amare le materie scientifiche.
Ulteriori studi confermano questo gap in ambito STEM. Per esempio, secondo il
Global Gender Gap Report 2022
WEF, in Italia le donne continuano ad essere sottorappresentate, soprattutto nel settore IT
(uomini 8,2% – donne 1,7%) e dell’ingegneria (uomini 24,6% – donne 6,6%). Il divario non riguarda
solo la quantità, ma anche la qualità dei ruoli ricoperti, un dato su tutti: fra
i CEO solo il 15% è donna.
Sebbene, in tema di parità di genere, l’Italia sia stabile al 63° posto e sotto la media europea
di 6 punti percentuali, il divario resta anche oltre confine. Uno
studio
di McKinsey&Company, stima che in Europa nel 2027 le donne nell’IT saranno solo il 21%. E,
stando al Report 2022 di WEF, a livello globale il settore con la più bassa rappresentanza
femminile si conferma proprio il settore tecnologico, in cui, nonostante trend positivi, la
percentuale di assunzioni in posizioni di leadership di uomini continua a essere ancora molto
superiore rispetto alle donne, attestandosi intorno al 30%.
Perché ci sono poche donne in ambito informatico-scientifico?
Le motivazioni alla base della disuguaglianza di genere in ambito STEM sono complesse e correlate
fra loro, ma possiamo riassumerle così:
-
Stereotipi di genere
Tra le prime cause di questo gender gap troviamo discriminazioni sia a scuola che nel mondo del
lavoro, legate a stereotipi e pregiudizi. Nonostante chiare smentite da parte delle
neuroscienze, la convinzione che le donne siano meno capaci degli uomini nelle materie
scientifiche o tecnologiche è ancora piuttosto radicata. Secondo la ricerca
Drawing the Future
le bambine interiorizzano i pregiudizi della famiglia e degli insegnanti, credendo, già dai 6
anni di non essere portate per le materie STEM.
-
Scarsità di modelli femminili
La scarsità di riferimenti femminili di successo in ambito STEM influenza negativamente la
scelta di carriera delle studentesse, anche di quelle più capaci. Il problema dell’insufficienza
di modelli di riferimento è legato non solo alla minor quantità di donne in ambito STEM, ma
anche alla scarsa conoscenza delle scienziate che hanno fatto, e stanno facendo, la storia
grazie alle loro scoperte.
-
Ambiente di lavoro poco accogliente
L’ambiente di lavoro può rivelarsi poco inclusivo nei confronti delle donne, che in alcuni casi
si sentono isolate o non pienamente rispettate. Secondo ValoreD4STEM, una recente indagine
dell’associazione d’imprese italiana
Valore D, la maggior parte di
donne STEM in azienda non si sente pienamente valorizzata, una percezione che si ritrova
soprattutto nelle donne over 40, con figli e nei ruoli impiegatizi.
Come intervenire per colmare il gap di genere in ambito STEM?
Secondo la ricerca WEF Future of Jobs 2020, l’84% dei datori di lavoro ha pianificato la
digitalizzazione della propria azienda, mentre il 50% ha in programma l’automazione di interi
settori aziendali. La crescita e lo sviluppo delle imprese dipenderà sempre di più da competenze
scientifico-tecnologiche. Tuttavia recenti
studi
dimostrano che in Italia il 44% delle aziende dichiara di aver
difficoltà a reperire profili STEM. Il gender gap dunque non è più soltanto una
questione etica, ma si configura sempre più come una sfida irrinunciabile per la
crescita, lo sviluppo e la digitalizzazione.
Attualmente le iniziative intraprese a livello globale e nazionale per colmare il gender gap in
ambito STEM sono orientate a:
-
combattere gli stereotipi di genere e incoraggiare bambine e ragazze,
orientandole verso percorsi di studio STEM.
-
Riqualificare e aggiornare le risorse interne, in modo da valorizzare le
professioniste che hanno già competenze ed esperienze in ambito tecnico-scientifico.
-
Evitare la dispersione dei talenti, attraverso attività volte a combattere
l’abbandono del lavoro o la rinuncia alla carriera da parte delle donne.
- Favorire il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne STEM.
Quali opportunità per le donne STEM?
Negli ultimi anni si sono fatti notevoli passi avanti. Organizzazioni e aziende
hanno lavorato per sensibilizzare l’opinione pubblica e le scuole sui vantaggi della diversità di
genere in queste aree, e per creare ambienti di lavoro più inclusivi. Solo in Italia, ValoreD ha
contato 125 pratiche aziendali, adottate da 33 realtà appartenenti a dieci settori economici
diversi, e ne ha fatto
una raccolta.
Nonostante questo c’è ancora molto, moltissimo lavoro da fare. Il
WEF
stima che ci vorranno circa 132 anni per colmare il gender gap nel mondo. Le disuguaglianze sono
radicate in ogni settore, familiare, lavorativo, economico, nelle posizioni di leadership in
moltissimi settori, non solo nell’ambiente STEM. Ma un ambito in cui si possono accelerare le cose
è proprio quello STEM: la necessità di cambio passo nell’innovazione tecnologica può
stimolare l’empowerment femminile. Non è un caso infatti che la Commissione sulla
condizione femminile dell’ONU del 6/17 marzo 2023 si concentri proprio sul valore della
transizione digitale per il raggiungimento della parità di genere.
Ebbene, in quanto parte attiva del processo di transizione digitale auspicato e già cominciato,
teniamo a fare la nostra parte per colmare il divario fra i generi, anche in ambito tecnologico.
Vogliamo attivarci quanto prima per intraprendere iniziative specifiche, ma per il momento
crediamo che una grande
opportunità per le donne STEM si trovi proprio nelle
posizioni aperte Geckosoft. Qui siamo attenti ai risultati, non al
timbracartellini (che non abbiamo), la formazione continua fa parte della nostra quotidianità, il
nostro approccio al lavoro favorisce l’inclusione. Semplicemente non cerchiamo uomini o donne, qui
cerchiamo geckos.