Ha ancora senso parlare di progettazione app? Forse sì, e ti spieghiamo il perché. Innanzitutto la
domanda di mobile app e giochi per cellulari non è mai stata così alta. Autentici prolungamenti
dell’essere umano, telefoni e tablet sono diventati il primo punto di riferimento per le
decisioni, l’azione, la reazione, la connessione.
In particolare per il 2023 si registra:
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Un picco giornaliero di utilizzo, con 5 ore di tempo trascorso sulle app, nei
principali mercati mobile-first.
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Un boom di download, con un record di 255 miliardi di download, e più di
485.000 app scaricate al minuto in tutto il mondo.
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Una spesa pubblicitaria alle stelle, nonostante la riduzione dei budget di
marketing, la spesa pubblicitaria per dispositivi mobili è destinata a raggiungere i 362
miliardi di dollari entro la fine del 2023, dopo aver superato i 336 dollari nel 2022.
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Una riduzione della spesa negli app store da parte dei consumatori. Per la
prima volta si è registrato un calo del 2% su base annua nella spesa per i giochi negli app
store, che si attesta a 167 miliardi di dollari. Tuttavia i servizi mobile non di gioco e gli
abbonamenti hanno raggiunto una spesa record.
In secondo luogo, a fronte di una domanda di app che cresce di anno in anno a livello globale,
registriamo una crescente domanda di riprogettazione delle applicazioni. Molti dei clienti per i quali abbiamo sviluppato un’applicazione, infatti, sono entrati in
Geckosoft perché scontenti dei risultati dell’app che avevano fra le mani.
Spesso, dunque, il nostro è un lavoro di redesign di app, in cui non si ricomincia da zero, ma
quasi. Si torna all’idea iniziale del cliente e si parte per un
processo di ri-progettazione app, che somiglia a una vera e propria sfida di gaming, in cui
è necessario vincere il mostro di ogni livello prima di passare al livello successivo. Pena, lo
sviluppo di un’app destinata a non funzionare.
Vediamoli insieme, allora, gli 8 mostri da affrontare, uno dopo l’altro, fino alla
boss battle, l’ostacolo supremo da vincere per sviluppare un’app di successo.
1. Posizionamento errante: il mostro della strategia di marketing
Le mobile app vivono su due principali marketplace: Google Play (le app mobile Android) e App
Store (le app mobile Apple). Si tratta di due mercati enormi popolati da più di 2 milioni di app,
con milioni di ricerche e download al giorno. Prima di lavorare alla tua app è fondamentale quindi
studiare bene l’idea che le sta dietro, rispondendo alla domanda:
a quale bisogno risponde? Ma anche elaborare una strategia capace di posizionarla
e farla emergere in un mercato ultra affollato: quale elemento rende unica e preferibile la mia
app rispetto alle altre già presenti o che potrebbero presentarsi in futuro?
Anche le applicazioni meglio progettate e con un’esperienza utente fantastica potrebbero non
sopravvivere in mancanza di una strategia di marketing capace di
posizionarla e promuoverla in maniera adeguata.
2. Alma Budget: il mostro della pianificazione finanziaria
La creazione di qualsiasi applicazione richiede una
pianificazione finanziaria adeguata per coprire le spese di sviluppo, test,
lancio e manutenzione dell’app.
In questo livello dovrebbe rientrare anche una valutazione relativa al
modello di monetizzazione più adeguato per la tua app. Le principali strategie di
monetizzazione di un’app consistono, da un lato, nel pay-per-download, e, dall’altro nel
conquistare grandi quantità di utenti prima di generare un flusso di ricavi, che potrebbe arrivare
dall’abbonamento a una versione pro, oppure dalla vendita dell’app, ormai divenuta famosa e
largamente utilizzata, a un competitor oppure a un’azienda più grande, com’è accaduto per esempio
per Instagram, venduto dai suoi sviluppatori all’attuale Meta. Un’altra strategia per monetizzare
consiste nella vendita di spazi pubblicitari all’interno dell’app, responsabili, però, di un
peggioramento della user experience.
3. Donkey Project: il mostro della progettazione
Una cattiva progettazione può portare a problemi di usabilità dell’app, a interfacce utente poco
intuitive e a difficoltà di utilizzo. Si tratta di un bel mostro, se pensiamo che
un’esperienza utente impeccabile, i feedback positivi e il passaparola degli
utilizzatori
sono elementi imprescindibili per garantire il successo di qualsiasi applicazione.
Questo livello si affronta con una pianificazione minuziosa, che permette di definire elementi
fondamentali come il design, le funzionalità e i requisiti tecnici. Successivamente si passa alla
progettazione dell’architettura dell’informazione (IA), dell’esperienza utente (UX) e
dell’interfaccia utente (UI), con la messa a punto del layout e della navigazione, in modo che sia intuitiva e facile da
usare. Parte integrante e imprescindibile di questo livello è il test di UI e UX con utenti reali,
in grado di fornire feedback di usabilità.
4. Pyramid Match: il mostro della compatibilità
Il mostro della compatibilità rischia di non far funzionare correttamente, o affatto, l’app su
alcuni dispositivi o su alcuni sistemi operativi. Questo non solo danneggia la reputazione
dell’azienda che la sviluppa, ma di fatto la rende
inutilizzabile per un’ampia parte di pubblico, con conseguenze negative
sull’esperienza utente. Per non parlare delle problematiche relative alla sicurezza. Un’app non
compatibile con un certo sistema operativo potrebbe essere vulnerabile ad attacchi informatici o
generare altre minacce. Queste criticità si trasformano in una drastica riduzione del numero di
utenti.
La valutazione della compatibilità è un aspetto da valutare sia in fase iniziale, sia in fase di
test prima del rilascio finale. Testando l’app su diversi dispositivi e sistemi
operativi, infatti, è possibile identificare eventuali problemi o bug che emergono solo su alcuni
di essi.
5. Api Dragon: il mostro dell’integrazione
Dopo aver lavorato alla pianificazione si passa allo
sviluppo del codice utilizzando il linguaggio di programmazione più adatto, come
Kotlin per Android o Swift per iOS.
In questa fase è importante integrare eventuali librerie o framework necessari, e valutare i
servizi e le altre applicazioni con cui l’app che stiamo sviluppando dovrà integrarsi. In assenza
di questa valutazione potrebbero sorgere
problemi di interoperabilità.
6. Performance Nemesis: il mostro della performance
Il mostro della performance è subdolo e sempre in agguato. L’applicazione potrebbe essere lenta o
bloccarsi, il che può portare a un’esperienza utente negativa e alla
perdita di utenti. E questo è molto più semplice di quanto si pensi.
Per esempio, Google stima che ben il 70% degli utenti di app mobile abbandona senza scrupoli
un’applicazione se il caricamento richiede troppo tempo. Mentre recenti statistiche mostrano che
il 40% degli utenti si rivolge a un concorrente dopo
una cattiva esperienza mobile.
Ancora troppe persone (84%) hanno difficoltà a completare transazioni attraverso il proprio
smartphone. Si tratta di un numero incredibilmente alto, che dimostra quanto sia grande
l’opportunità per le aziende di capitalizzare la conversione dei consumatori semplicemente creando
applicazioni facili da usare e con performance sempre monitorate.
7. Lady Security: il mostro della sicurezza
L’app potrebbe essere vulnerabile a minacce esterne come l’hacking e il furto di dati. Il mostro
della sicurezza ha molti tentacoli che minacciano la vita di un’app colpendo in diversi punti
sensibili:
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i dati degli utenti: le app possono contenere grandi quantità di informazioni
private, compresi dati finanziari e di contatto. È oltremodo importante proteggerle per evitare
danni finanziari o compromettere la reputazione di chi usa l’applicazione.
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l’infrastruttura tecnologica: un’app non sicura può rappresentare una minaccia
per il sistema su cui si basa o per le reti connesse.
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aderenza alla normativa: l’app deve essere conforme alle leggi sulla privacy
presenti nei vari Paesi in cui opera, pena violazione di norme ed eventuali sanzioni.
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fiducia degli utenti: un’app non sicura non ispira fiducia, compromette i
feedback degli utenti e conseguentemente l’utilizzo e la diffusione dell’applicazione stessa.
8. Slendermaintenance: il mostro della manutenzione
Qualsiasi app, una volta lanciata, deve essere
costantemente aggiornata e mantenuta per risolvere eventuali problemi tecnici,
rispondere alle esigenze degli utenti e garantire il supporto alle nuove versioni del sistema
operativo.
Come il mostro della performance anche quello della manutenzione è continuamente in agguato e, se
ignorato, diventa invincibile. L’unica speranza di batterlo e realizzare un’app di successo, con
un lungo ciclo di vita, sta nella capacità di
testare, intervenire e ottimizzare senza soluzione di continuità.
Hai un’idea da trasformare in progetto digitale o un’app che non funziona come vorresti? In
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Fonti
1.
2023 State of Mobile.
2.
Micro-Moments: Your Guide to Winning the Shift to Mobile.
3.
Mobile eCommerce Stats in 2023: What Percentage of eCommerce Sales Are on Mobile Devices?