Implementare l’AI nei processi aziendali non è un’opzione e neanche
un’opportunità, ma si configura sempre di più come necessità per le organizzazioni che vogliono
restare competitive. Oggi l’intelligenza artificiale impone un cambio di passo radicale
nell’ottimizzazione della produttività e nella riduzione di tempi e costi. Tuttavia non è ancora
così semplice e chiaro il modo in cui farlo.
Sì perché, se da un lato l’AI è sulla bocca di tutti, la sua adozione e la consapevolezza su
come usare l’AI per l’automazione industriale e nei processi di qualsiasi
organizzazione, è ancora limitata. In Italia, nel 2024, l’8,2% delle imprese con almeno 10
dipendenti ha usato almeno una tecnologia basata sull’AI, segnando un aumento rispetto al 5% del
2023. Nonostante questa crescita significativa il nostro paese rimane al di sotto della media
europea (Fonti: AI 4 Italy – Istat; Eurostat).
Le sfide dell’implementazione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale nelle
organizzazioni italiane riguardano principalmente:
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Gli investimenti ridotti in AI
Il mercato dell’AI in Italia ha un valore approssimativo di 0,8 miliardi di euro, con previsioni
di crescita fino a 2,5 miliardi nel 2027. Tuttavia, gli investimenti attuali sono ancora
inferiori rispetto ad altri paesi europei (Fonte: Global Technology Report 2024, Bain &
Company).
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La mancanza di infrastrutture adeguate
Secondo il Cisco AI Readiness Index, solo il 10% delle aziende italiane si sente pienamente
preparato dal punto di vista infrastrutturale per supportare l’IA, con carenze significative in
capacità di calcolo e performance delle reti.
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La scarsa qualità dei dati
Molte aziende non si sentono pronte nella gestione dei dati per progetti di intelligenza
artificiale. Solo il 13% delle imprese mondiali e il 10% in Italia si considerano pronte in
termini di dati, evidenziando sfide legate alla frammentazione, scarsa qualità e assenza di
metadati (Fonte: Cisco AI Readiness Index).
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La mancanza di competenze
La mancanza di personale qualificato rappresenta, probabilmente, l’ostacolo maggiore. Stando al
rapporto Minsait-Luiss “Intelligenza Artificiale in Italia – La rivoluzione che sta cambiando il
business”, il 19% delle aziende segnala un deficit di competenze e di professionisti
specializzati nell’AI.
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La nebulosità rispetto alle applicazioni
Una delle conseguenze della mancanza di competenze nelle aziende è anche la mancanza di idee
precise rispetto alle possibili applicazioni dell’AI.
Esempi alternativi di AI nei processi aziendali
A conferma di questi dati possiamo portare la nostra esperienza di guida all’applicazione pratica
di nuove tecnologie. Quando incontriamo le organizzazioni interessate all’AI,
di solito le idee sono molto confuse e difficilmente ci si allontana
dall’esperienza dell’intelligenza artificiale generativa, sperimentata con chatGPT e con altri
chatbot.
Solo dopo aver approfondito necessità e soluzioni che prevedono
applicazioni alternative dell’AI, vediamo la nebulosità dissiparsi alla luce
delle lampadine che via via si accendono negli occhi dei nostri interlocutori. Perché l’AI è molto
più di una risposta testuale. Vediamo insieme qualche
esempio pratico di intelligenza artificiale
oltre i chatbot, e un caso studio realizzato qui in Geckosoft.
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Riduci i costi con la manutenzione predittiva
Nel settore manifatturiero e industriale, i guasti ai macchinari possono comportare costi e
ritardi. L’AI, grazie all’analisi predittiva, può monitorare i dati in tempo reale e prevedere
quando una macchina avrà bisogno di manutenzione, riducendo i fermi produttivi e ottimizzando la
gestione delle risorse.
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Personalizza l’esperienza cliente, non solo in chat
Se i chatbot rispondono alle domande, l’AI può fare molto di più nel migliorare la customer
experience. Algoritmi avanzati analizzano il comportamento degli utenti per offrire esperienze
personalizzate, suggerendo prodotti, ottimizzando le campagne di marketing e migliorando le
conversioni.
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Ottimizza la supply chain
L’AI può ottimizzare l’intera catena di approvvigionamento, prevedendo la domanda, migliorando
la logistica e minimizzando gli sprechi. Algoritmi avanzati analizzano i dati storici, i trend
di mercato e le condizioni meteo per prevedere la disponibilità delle materie prime e
ottimizzare i livelli di magazzino.
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Alza il livello della cyber security
Le minacce informatiche sono in costante evoluzione, ma l’AI può fornire una difesa che gioca
d’anticipo. Gli algoritmi di machine learning possono individuare anomalie nel traffico di rete,
rilevare tentativi di phishing e bloccare attacchi in tempo reale.
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Prendi decisioni ancora più consapevoli con le analisi avanzate
L’AI può aiutare le aziende a prendere decisioni più informate, analizzando grandi quantità di
dati per identificare pattern, trend e opportunità di mercato. Per esempio, se hai un’azienda di
vendita al dettaglio puoi usare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati di vendita e
prevedere quali prodotti avranno maggiore successo nelle prossime stagioni, ottimizzando gli
acquisti e massimizzando i profitti.
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Addestra l’AI sulle specificità della tua azienda
Il caso Geckosoft per Uluru
Uluru è una start-up statunitense che supporta studenti di medie e superiori nel percorso
educativo. Si integra alle piattaforme LMS usate dagli insegnanti per inviare i compiti agli
studenti direttamente online, e aiuta a organizzare lo studio sulla base di un metodo messo a
punto dai coach di Uluru.Noi di Geckosoft siamo stati coinvolti in questo progetto per
realizzare
un’intelligenza artificiale addestrata sul metodo Uluru. Un LLM in grado di
scomporre i compiti a casa in attività più piccole, determinare il tempo necessario per
svolgerle e indicare il momento della giornata migliore per farlo in base al calendario di
disponibilità dello studente. Quindi, almeno per il momento, niente chatbot, ma una tecnologia
capace di funzionare come un vero coach di Uluru a supporto di ogni studente, in maniera
personalizzata, 7 giorni su 7, 24 ore su 24.Lo abbiamo fatto allenando l’LLM attraverso una
lunga serie di esempi di compiti scomposti e organizzati per durata e livello di difficoltà. Gli
esempi sono stati generati prima con un’attività di prompt engineering, seguita da un’attività
di fine-tuning realizzata con l’aiuto dei coach Uluru, che garantisce
un’ottimizzazione puntuale e
un’elevata personalizzazione del modello di AI fornito al cliente.
Il modello AI di Rational AI è integrato nell'esperienza utente dell'app Uluru: non una
"classica" chat, ma si fonde completamente con la UX dell'app impersonandosi nella mascotte
Uluru e aiutando lo studente a pianificare le proprie attività di studio.
Qual è la differenza fra prompt engineering e fine-tuning?
Prompt engineering e fine-tuning sono due attività volte a ottimizzare l’uso di un modello di
intelligenza artificiale.
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Prompt engineering
Il prompt engineering consiste nel formulare in modo strategico la richiesta (prompt) che si dà
a un modello AI per ottenere una risposta ottimale. Si lavora direttamente sull’input senza
modificare il modello stesso. Si sperimentano diverse formulazioni, strutture e dettagli per
guidare il comportamento dell’IA. Il prompt engineering è rapido, economico e funziona su
qualsiasi modello pre-addestrato (come GPT-4).
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Fine-tuning
Il fine-tuning è un processo in cui un modello di AI viene riaddestrato su un set di dati
specifico per adattarlo a un particolare contesto o settore. Si forniscono al modello nuovi dati
di addestramento per aggiornarne i pesi e migliorare le risposte in base alle esigenze
dell’azienda. In questo modo il modello di AI diventa più preciso e ottimizzato per compiti e
settori specifici. E ci si mette al riparo da allucinazioni e risposte generiche.
Quelli che abbiamo condiviso fino a qui sono solo alcuni esempi di come le tecnologie basate
sull’AI possono aiutare le organizzazioni a migliorare la produttività, ridurre i costi, offrire
servizi impensabili appena qualche anno fa, creare nuove opportunità di business.
Vuoi chiarire l’incertezza che circonda le tue idee sull’intelligenza artificiale?
Facciamo luce sugli aspetti essenziali insieme.
TL;DR
L’adozione dell’AI è ormai una necessità competitiva, ma molte aziende italiane restano indietro
per investimenti limitati, infrastrutture insufficienti, dati di bassa qualità, carenza di
competenze e scarsa chiarezza sulle applicazioni. Solo una minoranza utilizza l’AI in modo
concreto, restando sotto la media europea. Le applicazioni più efficaci includono manutenzione
predittiva, personalizzazione avanzata, ottimizzazione della supply chain, cyber security e
analisi decisionali. Il caso Uluru mostra come modelli addestrati su dati specifici possano
andare oltre i chatbot e integrarsi nei processi. Prompt engineering e fine-tuning sono approcci
complementari per ottimizzare i modelli. L’AI offre margini significativi per efficienza,
riduzione costi e nuovi servizi.